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Selvaggio Blu 2021

Il Selvaggio Blu è forse l’esperienza più originale (e anche faticosa) che gli assidui frequentatori delle Alpi possano sperimentare, e allo stesso tempo di una vera avventura zaino in spalla in uno degli angoli selvaggi più belli d’Italia (e non solo).

Selvaggio Blu non è una classica Alta Via in stile Dolomiti, dove i sentieri sono tutti perfettamente segnati e si trova un rifugio e o punto di ristoro ogni paio d’ore di cammino massimo. Attraverso questo trekking si incontrano tracce di mulattiere aperte dai Carbonai ai primi del Novecento; tracce dei pastori sardi che per badare alle loro capre in un ambiente aspro e roccioso a picco sul mare  hanno trovato passaggi molto arditi tra le falesie e i boschi, senza uso della corda (fino al IV grado) e spesso aiutandosi con tronchi di ginepro (iscala ‘e fustes) preparati ad hoc e poggiati sulla roccia per saltar su da un bosco all’altro. Dunque queste mulattiere, tracce di sentieri, iscala ‘e fustes, tratti di arrampicata (oggi addomesticati in qualche punto da un cavo metallico, gli altri vanno attrezzati al momento con la corda) e vertiginose calate in corda doppia attrezzate per la prima volta dagli ideatori Verin e Cicalò negli Anni 80, vanno a definire il “sentiero” di Selvaggio Blu.

La nostra proposta di Selvaggio Blu è di 5 giornate di trekking, e per restare il più possibile vicini al mare affronteremo la variante aperta nel 2014 da Marcello Cominetti insieme ai ragazzi di Explorando Supramonte tra Cala Goloritzé e Cala Mariolu, dove un ledere (ovvero un sentiero molto esposto di terra misto a ghiaia) e una ferrata di 30 metri permettono di attraversare un complicato bosco sospeso sopra la costa e di superare un ripido ed esposto spigolo di roccia prima di riprendere una comoda carbonaia nel bosco di Ispuligi.

 

Per le partenze di Selvaggio Blu del 2021, abbiamo pensato ad un paio di novità. La versione classica prevederà una notte in ovile gestito, per aggiungere all’avventura una piacevole esperienza culinaria ed avere modo di degustare alcuni piatti tipici della zona. Offriremo inoltre una partenza primaverile ed autunnale dallo spirito “comfort”,  sempre con la notte in ovile gestito e due notti su yacht per vivere un’esperienza a pelo d’acqua. Lo yacht è dotato di 3 cabine con due letti ciascuna, due bagni e un bel tavolo per la cena e colazione in terrazza dove si può anche dormire per la notte su comodi materassini. 

Selvaggio Blu “vista mare” classico, 22-28 maggio 2021 e 16-22 ottobre 2021, 7 giorni di cui 5 giorni di trekking.

Mettiamo a disposizione dell'iscritto:

  • servizio guida alpina, tassa “Selvaggio Blu”, 2 notti in hotel *** con trattamento di mezza pensione (camere doppie e triple, a richiesta camera singola con supplemento),
  • una notte in ovile gestito con trattamento di mezza pensione,
  • colazione pranzo e cena per tutta la durata dell’itinerario, recupero in motoscafo a fine trekking (o in jeep a seconda della navigabilità del mare),
  • rifornimenti di acqua e viveri giornalieri, attrezzatura tecnica se necessario (casco, imbragatura, cordino, moschettone).

23-29 ottobre 2021, 7 giorni, 5 giorni di trekking con appoggio di yacht per 2 notti.

 

A disposizione dell'iscritto:

  • servizio guida alpina, 2 notti in hotel *** con trattamento di mezza pensione (camere doppie e triple, a richiesta camera singola con supplemento),
  • una notte in ovile gestito con trattamento di mezza pensione,
  • 2 notti in yacht con trattamento di mezza pensione ( merenda pomeridiana, cena con antipasto e un primo, di mare o terra, da concordare con lo staff, colazione),
  • colazione pranzo e cena per tutta la durata dell’itinerario,
  • recupero in motoscafo a fine trekking ( o in jeep a seconda della navigabilità del mare),
  • rifornimenti di acqua e viveri giornalieri, attrezzatura tecnica se necessario (casco, imbragatura, cordino, moschettone).

Sono inoltre a disposizione per accompagnare gruppi privati (min. 6 partecipanti) nei due periodi primaverili (da aprile e fine maggio) e autunnali (da settembre fino ai primi di novembre).

Primo giorno: l’incontro è fissato alle ore 18 presso l’Albergo Santa Maria, a Santa Maria Navarrese. Prima di cena introduzione al trekking, briefing e controllo materiali.

Secondo giorno: si parte direttamente dall’albergo per raggiungere un bel sentiero in mezzacosta che in poco meno di due ore ci porta alla Pedra Longa, una guglia di 150 metri sul mare, che segna anche l’inizio ufficiale di Selvaggio Blu. Eventuale bagno rinfrescante alla spiaggetta della Forrola prima di salire i primi zigzag che portano alla Cengia Giradili. Passato un cancelletto di legno a metà percorso, prenderemo una deviazione per affrontare lo Scalone di Sos Oggiastros, una variante tecnica che ci porta fino alla cresta di Punta Giradili passando per paretine ripide, tronchi di ginepro e brevi tratti attrezzati dalla guida. Oggiastros è stato attrezzato da Battista Lai, il pastore di Us Piggius, ancora in attività. La prima notte la passiamo poco distante, vicino a Monte Ginnirco.

Terzo giorno: è la tappa più lunga e faticosa del nostro Selvaggio Blu. Si lascia l’ovile Us Piggius alle prime luci del giorno per attraversare gli impegnativi “campi solcati” (pendii rocciosi a volte ripidi ed esposti, caratterizzati da lame di roccia che richiedono molta attenzione), poi dei bei boschi di leccio e corbezzoli fino al primo tratto tecnico di Selvaggio Blu su Bacu Tenadili, dove indosseremo l’imbragatura e useremo la corda e moschettoni per superare una ripida parete.

Quarto giorno: si entra nel vivo dell’avventura. Lasciamo il nostro bivacco e seguendo una buona traccia raggiungiamo Punta Salinas, dove si gode il panorama per eccellenza sulla Guglia di Goloritzè e il tratto di costa protagonista delle prossime giornate. Il tempo di visitare il piccolo ovile di Salinas prima di calarci su Cala Goloritzè, patrimonio UNESCO e una delle spiagge più belle della Sardegna.

Superata la difficoltà di una breve ferrata, imboccheremo una comoda carbonaia che ci porterà alla bellissima Cala Mariolu, meta della nostra giornata.

Questa è la tappa più breve di Selvaggio Blu, con poco dislivello in salita (300 metri massimo), si impiegano 5 ore normalmente per raggiungere Cala Mariolu, ma va comunque affrontata con molta prudenza e senza fretta. Optando per il programma comfort con appoggio di yacht, qui utilizzeremo la barca per la seconda notte.

Quinto giorno: anche qui si parte in salita direttamente dalla spiaggia lungo un ripido e faticoso canale di ghiaia (100 metri di dislivello), dove ancora una volta la corda posizionata dalla guida sarà di grande aiuto. E’ qui il momento di affrontare una calata con la corda, la prima di 4 in programma per la quarta tappa. 

Sesto giorno: il gran finale. Una giornata che parte a pelo d’acqua, in piena esposizione, attraverso passaggi improbabili. Dopo una breve visita all’Ovile Piddi, è il momento di infilarsi dentro la Gola di Sa Nurca, e subito dopo sarà ancora il momento di affidarsi alla corda per le 2 vertiginose calate che ci portano direttamente nel bosco sopra Cala Biriala. Qui il lungo sentiero in falsopiano attraverso il bosco di Oronnoro e poi Plummare non deve farci pensare che sia tutto finito. C’è ancora da oltrepassare la frana di Plummare, poi il tratto chiave di Selvaggio Blu classico lungo due placche attrezzate con catena metallica. Ancora una calata verticale di 30 metri esatti, un’altra lotta tra rovi e ginepri per raggiungere l’ultima calata con la corda sopra Cala Sisine. Cena tipica e pernottamento in hotel.

Settimo giorno: colazione in hotel e scioglimento del gruppo.

– Zaino 40-50L (da anni uso un Arcteryx AFL 40 , è uno zaino costoso ma indistruttibile, impermeabile per davvero, anche dopo un uso intenso in montagna)
– Sacco a pelo di peso medio-leggero (temperatura comfort intorno ai 5-10 gradi, non portate vecchi sacchi a pelo che ingombrano un sacco e fanno freddo. Personalmente posso consigliare SeaToSummit SPII , che è anche troppo caldo)
– Materassino in poliuretano o autogonfianti (se avete voglia di spendere qualche soldo in più, vi consiglio il Thermarest NeoAir Xlite, è comodissimo, estremamente leggero e occupa uno spazio minimo nello zaino. Altrimenti il Forclaz di Decathlon costa poco e offre più o meno lo stesso servizio)
– Imbragatura (una leggera tipo da ghiacciaio / sci alpinismo è sufficiente), due moschettoni a ghiera a base larga, uno spezzone di corda intera da 9-9.5mm lungo 3 metri
– Caschetto da arrampicata
– Lampada frontale
– Tazza, piatto, posate (se dovete acquistare, la marca Sea To Summit vende ottimi prodotti in silicone perfetti per il campeggio, le posate in plastica di Decathlon vanno benissimo)
– Scarpe da trekking collaudate, meglio basse (non scarpe da trail running, si distruggono). Non sono necessarie pedule da montagna (eventuali ciabatte/sandali per la sera consigliati per far respirare i piedi)
– Giacca in Gore-Tex leggera
– Piumino leggero (tipo Patagonia Down Sweater, anche senza maniche)
– Felpa in cotone o pile leggero
– 2 magliette possibilmente bianche o di colore comunque chiaro.
– Robusti pantaloni in tela e pantaloni corti
– Calze e mutande (consiglio un paio di calze al giorno)
– Costume da bagno
– Bandana tipo Buff
– Cappello, crema ed occhiali da sole
– Repellente per insetti
– Asciugamano e occorrente per toilette ( il telo microfibra di Decathlon grande è perfetto)
– Bastoncini non indispensabili e solo se pieghevoli (Leki, Black Diamond e Gipron tra i più comuni)
– Batteria esterna per caricare il telefono (c’è sempre segnale la sera quando siamo in spiaggia, una batteria da 10000mAh è più che sufficiente)
– Le borracce non servono!

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